VA04 - Variante sinistra della Dora Riparia

Seguendo la pista ciclabile che attraversa la frazione Milanere si prosegue su una carozzabile poco trafficata, costeggiando le pendici del monte Musinè sino all’ingresso di Caselette: a destra, su uno sperone roccioso, svetta il complesso del Castello di Camerletto, dipendente dall’Abbazia di Novalesa e costruito tra l’XI e il XII sec. con la funzione di grangia fortificata. Sulle pendici del Musinè, invece, il Santuario di Sant’Abaco testimonia un culto locale dalle radici antiche, riferibile al martirio e sviluppatosi intorno al V o VI sec. In seguito all’opera di evangelizzazione delle popolazioni della Valle di Susa, sino ad allora legate a riti pagani. La presenza di un asse viario di epoca romana è testimoniata, come ad Almese, da una villa rustica di età imperiale (I-IV sec.), situata in località Pian tra le cascine Malpensata Forchetto; sul promontorio su cui si è sviluppato Caselette spicca inoltre il Castello Cays, forse trecentesco, più volte interessato da ampliamenti tra il XVII e XIX sec. Tra gli edifici religiosi si segnala la barocca Parrocchiale di San Giorgio martire, che conserva tele del XVII-XVIII sec. e settecentesche statue lignee di pregevole fattura.

Il cammino francigeno prosegue verso Torino. A valle del Castello di Camerletto, presso la SS24, una strada sterrata si inoltra nei pianeggianti campi e coltivi dell’area che fiancheggia la Dora Riparia: segnalata anche come ciclostrada, conduce con piacevole passeggiata al Ponte Vecchio di Alpignano, unendosi al percorso proveniente da Sant’Antonio di Ranverso.

Ad Alpignano, nella Chiesa di San Martino di Tours è conservato un mirabile crocifisso ligneo dello scultore settecentesco Carlo Giuseppe Plura. La città fu colonia romana ed è citata nel Medioevo per la presenza di una importante domus hospitali sulla Strada di Francia, un tempo alle dipendenze dall’Abbazia di Novalesa; oggi è nota anche per l’Ecomuseo Sogno di luce, dedicato all’inventore della lampadina Alessandro Cruto.

Proseguendo lungo la ciclabile si raggiunge Pianezza: nella via principale sorge la Pieve di San Pietro (XII sec.) dalla caratteristica architettura romanica ma internamente affrescata nel Quattrocento da Jacquerio e la sua bottega; strettamente legata al percorso francigeno è la Chiesa di Santa Maria della Stella, dalla quattrocentesca e ricca decorazione ad affresco. Il nucleo fortificato del ricetto, profondamente trasformato o inglobato nel centro storico, è visibile solo in parte ma spicca ancora la medievale Torre del Ricetto, ora torre civica.

Il percorso, oggi come allora, prosegue sulla destra della Dora Riparia seguendo la ciclabile sino a immettersi in Corso Marche, all’inizio dell’ampia zona della Pellerina di Torino, dove transitava l’originario percorso della Strata pellerina: poco a monte di Piazza Massaua si ricongiunge con l’itinerario francigeno di Corso Francia.

L’attuale Piazza Statuto corrisponde all’area dell’antica Porta Secusina, in epoca medioevale supportata da un imponente sistema di domus hospitali per l’accoglienza soprattutto al di fuori o a ridosso delle mura, come l’Ospedale di Santa Maria, San Benedetto e San Solutore maggiore. E’ possibile ricostruire l’itinerario francigeno torinese attraversando il cuore della città fra Piazza Statuto, le vie Garibaldi, Barbaroux, Sant’Agostino, Santa Chiara e Milano, Largo IV Marzo e Piazza San Giovanni, dove sono ancora visibili tracce di edifici medioevali, e visitando le antiche chiese di Santo Spirito, San Domenico, Sant’Agostino, San Rocco, San Francesco d’Assisi, dei SS. Martiri e del Corpus Domini, anche se alcune sono state fortemente rimaneggiate in stile barocco. Gli alberghi e le locande per mercanti e pellegrini erano situati in centro e lungo la Dora Riparia, nei pressi delle porte della città.

Cuore della devozione, non solo cittadina, è il Duomo di San Giovanni, unico monumento religioso rinascimentale di Torino, cui si accede anche dalla piazzetta impreziosita dal sabaudoPalazzo Reale e dominata dalla cupola realizzata dall’architetto Guarino Guarini tra il 1668 e il 1694 per custodire la Sindone, il lino che avvolse il corpo di Gesù Cristo. Dalla Piazzetta Reale si passa a Piazza Castello e a Palazzo Madama, oggi importante sede museale, che nasconde dietro la facciata barocca la Porta Decumana e parte delle mura che circondavano la colonia romana: da qui il percorso francigeno attuale segue Via Po per raggiungere la Gran Madre di Dio, una delle chiese più importanti e misteriose della città.

Partenza
Almese
Arrivo
Torino, piazza Massaua
Lunghezza totale
22.5 km
loading