Abbazia di Lucedio

L'abbazia di Lucedio sorge nei pressi di Trino Vercellese. Fu fondata e subito fortificata nel primo quarto del XII secolo da monaci cistercensi provenienti dal monastero di La Ferté a Chalon-sur-Saône, su terreni paludosi e boscosi, donati dal marchese Ranieri I Aleramo del Monferrato.

Nel corso dei secoli XII, XIII e XIV la sua importanza economica e politica crebbe, per merito di abati (tra i quali il Beato Oglerio da Trino) che seppero coniugare spiritualità e fervore di opere, estendendo la sua influenza sino al Monferrato e al Canavese. Gran parte dell’abbazia è attualmente inglobata in un complesso rurale.

Nel corso del tempo divenne una sorta di baluardo della messa a coltura dell’area, attraverso la rete delle grange, gestite dai “fratelli conversi”, che coordinavano il lavoro dei liberi contadini salariati. Dopo essere decaduto al ruolo di “commenda” posta sotto il patronato dei marchesi Paleologi, il monastero passò successivamente sotto il controllo prima dei Gonzaga e poi dei Savoia. Venne poi secolarizzato e venduto a diversi proprietari, decadendo al rango di semplice azienda agricola. Oggi restano riconoscibili la chiesa (ampiamente rimaneggiata nel Settecento), la torre ottagonale e la sala capitolare. Più identificabile il complesso sistema delle grange, di cui alcune di grande rilievo architettonico, come quella di Leri.

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